Protocollo sicurezza: servono norme chiare e univoche

Per stabilire chi deve fare cosa, per evitare l´assai sgradevole fenomeno dello scaricabarile

martedì 12 maggio 2020
“La scuola è un luogo di lavoro molto complesso, costituito da 8250 sedi e 42500 plessi in tutta Italia, e ha una sua peculiarità che lo rende diverso dai contesti aziendali e di cui devono tenere in debito conto tutte le misure per la tutela della salute”.

È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che questo pomeriggio ha partecipato all´incontro con il ministero dell´Istruzione e il Comitato Tecnico Scientifico sul protocollo di sicurezza per l´esame di Maturità e la ripresa delle attività didattiche in presenza a settembre.

“Non sono accettabili norme generiche, bensì occorrono regole precise e univoche a tutti i livelli che, con l´ausilio di linee guida, stabiliscano con chiarezza chi deve fare cosa, per evitare l´assai sgradevole fenomeno dello scaricabarile. Così come – aggiunge Di Meglio – è bene che si evitino norme in contraddizione tra di loro, come nel caso del decreto legge 22/2020 e l´ordinanza ministeriale sugli esami di Stato del secondo ciclo, laddove il primo lega lo svolgimento della prova di Maturità alla riapertura delle scuole e al rientro in classe il 18 maggio e all´andamento epidemiologico della pandemia e la seconda, invece, stabilisce che la Maturità avrà luogo in presenza”.

“Il 17 giugno è dietro l´angolo e, considerata la complessità della macchina organizzativa, dubito che entro l´inizio dell´esame possano essere garantite condizioni di assoluta sicurezza per studenti, insegnanti e personale scolastico”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda.

Roma, 12 maggio 2020
Ufficio stampa Gilda degli Insegnanti

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