di Giuseppe Chiapperini

Il dibattito sull’opportunità di sostenere i colloqui della maturità in presenza sembra non arrestarsi anche dopo l’autorizzazione del Comitato Tecnico Scientifico. Leggo l’intervento di colleghi molto attenti e competenti che evidenziano ambiguità normative sull’individuazione delle precise responsabilità e sulla pianificazione logistica dell’ambiente in assoluta sicurezza.

È comprensibile il senso di paura che in realtà aleggia in ognuno di noi rispetto alla ripresa dell’attività lavorativa, in un contesto ancora incerto, soprattutto in alcune zone d’Italia. La ricerca della sicurezza sanitaria è stata la linea guida di tutta l’azione di governo fino a questo momento e dovrà esserlo anche nel contesto scolastico. Personalmente penso che gli insegnanti abbiamo molta voglia di ritornare a scuola e per questo ritengo che il ministero debba chiarire competenze e modalità per riprendere in sicurezza. Tornare a scuola in questo momento è un atto coraggioso che gli studenti meritano e come docenti siamo chiamati alla responsabilità di contribuire con forza alla realizzazione del diritto allo studio così come altre categorie professionali hanno mostrato nei mesi scorsi.

Il ministero chiarisca procedure e responsabilità perché tornare a riaprire le scuole anche solo per gli esami di maturità è il segnale che siamo in grado di gestire e fronteggiare una situazione che di normale non ha nulla, ma nella quale possiamo essere costruttivi.

Le regole servono, soprattutto a tutela di chi dirige le nostre scuole, ma agli insegnanti e agli alunni serve buon senso, coraggio e senso di responsabilità per realizzare il diritto allo studio e subito dopo la salute contribuisce alla crescita culturale dei nostri giovani e alla realizzazione di questa nuova normalità a cui dobbiamo abituarci per molto tempo.

Giuseppe Chiapperini

Related Posts

Tavolo di conciliazione fallito: 8 giugno sciopero della scuola
Fare scuola insieme. Manifesto unitario
Sui precari un accordo totalmente inadeguato