Bussetti vuole cambiare il FIT: “Percorso lungo. Vogliamo docenti in cattedra a 26 anni” – Tecnica della Scuola

Nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, il Ministro Bussetti ha parlato anche dei prossimi concorsi e delle modifiche al reclutamento di insegnanti.

“Il percorso FIT è troppo lungo. Acquisire competenze già dall’Università”

Bussetti, in merito alla possibilità di intervenire sul percorso della scuola secondaria che prevede 3 anni di formazione e tirocinio, pensa a delle modifiche: “Bisogna poter avere la formazione abilitante già durante gli anni universitari. Insomma bisogna andare in cattedra a 26 anni non a 30”.
Quindi il ministro dell’Istruzione ritiene troppi i tre anni di percorso FIT e pone la scenario di un intervento al percorso dopo poco più di un anno dalla sua approvazione. E nessun concorso ancora bandito con le nuove regole.
Soltanto il concorso riservato agli abilitati ha visto la luce, in base al decreto alla buona scuola sul reclutamento. E già, quest’anno, alcune regioni hanno potuto attingere da queste graduatorie per le assunzioni. Assunzioni che però vedono prima un anno di FIT, appunto, come supplenza annuale, e successivamente l’immissione in ruolo.

Come funziona il FIT

Il sistema quando entrerà a regime prevede, attraverso il superamento di un concorso per titoli ed esami, l’ammissione ad un percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT). Una volta superato tale percorso si viene assunti a tempo indeterminato.

Il FIT, di durata triennale, prevede la frequenza obbligatoria i cui si firma un contratto con l’USR e si sceglie un ambito territoriale nel quale svolgere le attività.

Tale percorso sarà così articolato:

– il primo anno, svolto principalmente nelle strutture accademiche (tirocinio diretto 250 ore), con oneri a carico del MIUR e momenti di tirocinio nelle scuole (tirocinio indiretto 150 ore), finalizzato al conseguimento del diploma di specializzazione all’insegnamento, specifico per la classe di concorso o per il sostegno. È previsto un compenso per 10 mesi di circa 600€ lordi.

– il secondo anno vede momenti formativi integrati con il tirocinio nelle scuole e l’inizio di specifiche attività di insegnamento (supplenze brevi per assenze fino a 15 giorni).
È previsto un compenso per 10 mesi di circa 600€ lordi, nonché lo stipendio per le supplenze brevi che saranno effettuate.

– il terzo anno al partecipante sarà assegnata una cattedra vacante e disponibile, con tutte le responsabilità connesse. Percepirà lo stipendio pari a quello di una supplenza annuale.

La selezione per accedere al FIT è a numero chiuso programmato a livello regionale sulla base delle disponibilità di posti nel 3° e 4° anno scolastico successivi. L’accesso al sistema avverrà tramite concorso, dove ogni candidato potrà concorrere in una sola regione sia per posti comuni che per sostegno.
Il concorso per accedere al FIT

La procedura concorsuale che porta all’inserimento al percorso FIT sarà così organizzata:

– La prima prova scritta verte su una disciplina a scelta appartenente alla classe di concorso.

– La seconda prova scritta verte sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecniche didattiche.

– La prova orale si svolge su tutte le discipline della classe di concorso e per la verifica delle competenze in lingua straniera e informatiche

– Per quanto riguarda il sostegno è prevista una terza prova scritta relativa alla pedagogia speciale e alla didattica dell’inclusione.

Chi può accedere

Per accedere al concorso che porterà all’inserimento nel FIT i requisiti sono i seguenti:

– Titolo di studio (ed eventuali esami/crediti) previsto dal nuovo regolamento delle classi di concorso (DPR 19/16 come integrato e corretto dal DM 259/17: vai all’applicazione della FlcCgil)

– 24 crediti (CFU/CFA) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Per gli ITP (insegnanti tecnico pratici) non è richiesto il possesso dei 24 CFU.

Sorgente: Bussetti vuole cambiare il FIT: “Percorso lungo. Vogliamo docenti in cattedra a 26 anni” – Tecnica della Scuola

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